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Ivo Scaringi




Nato il 6 giugno del 1937 a Trani, dove e' morto il 25 giugno del 1998. Pittore.
Ha avuto le prime esperienze artistiche nella bottega di suo padre, lo scultore Nicola Scaringi.
Dal 1956 ha frequentato l'Istituto Statale d'Arte di Bari, avendo come maestri i pittori Francesco Spizzico, Roberto De Robertis e Vito Stifano. Nella stessa scuola ha poi svolto attivita' di docente di Decorazione pittorica dal '60 al '69, anno in cui e' stato trasferito in una scuola di Molfetta, e di qui, nel 1972, nella scuola media "Gen. E. Baldassarre" di Trani, dove ha insegnato Educazione artistica fino al suo collocamento a riposo avvenuto nel 1996.
Ha partecipato a numerose rassegne nazionali e di gruppo e alle prime edizioni del "Maggio di Bari" riscuotendo riconoscimenti autorevoli.
Ha fatto parte negli anni '60 del gruppo "Nuova Puglia" e negli anni '70 di "Immaginazione e Realta'".
Numerose anche le sue mostre personali, organizzate in varie citta' d'Italia. L'ultima di queste, tenuta nella galleria "Arte Spazio" di Bari, risale al marzo del 1995.
Nel 1980 ha realizzato una locandina per la stagione lirica del Teatro Petruzzelli di Bari. Ha poi illustrato il libro di poesie "La bella sorte e altri versi" di Domenico di Palo, pubblicato con "La Vallisa" di Bari nel 1985, e quindi le copertine del periodico "Singolare/Plurale".
Nel 1991 gli e' stato assegnato il premio "Gemma di Puglia" del Centro Studi per l'Educazione Permanente di Bari.
La ricerca pittorica di Ivo Scaringi, artista sensibile e rigoroso unanimemente ritenuto uno dei maestri della pittura pugliese contemporanea, si e' svolta quindi in un arco di quarant'anni, ed ha avuto le sue tappe piu' significative nelle tensioni morali e culturali degli anni '60, nelle sonorita' cromatiche in cui, in quegli anni, egli stemperava la denuncia sociale e insieme la sua carica eistenziale; nei grandi problemi di linguaggio degli anni '70, quando ormai decantate certe urgenze tematiche, l'impegno dell'artista fu sempre piu' teso a scavare nel mistero della forma; e infine nella stagione delle "nature morte", dei "paesaggi murgiani" delle "vegetazioni" e delle "ricognizioni sui monumenti" che, partendo dagli anni Ottanta, e' giunta fino ai suoi ultimi anni di vita. Si tratta di una poetica, per cosi' dire, della memoria visiva, ed e' stato nel recupero di questa memoria che si e' determinato lo scarto da una rappresentazione naturalistica dei contenuti figurati, e nella necessita' di una sua sistemazione razionale, ovvero nel particolare ordine compositivo che essa comportava che il linguaggio pittorico scaringiano ha ritrovato la sua condizione fondamentale.
Copiosa la bibliografia critica su Ivo Scaringi. Tra coloro che hanno scritto sulla sua opera qui ricordiamo: Natale Addamiano, Franco Botta, Michele Campione, Vito Carofiglio, Manlio Chieppa, Michele Damiani, Anna D'Elia, Pietro De Giosa, Pasquale de Zio, Domenico di Palo, Vittore Fiore, Elena Germano Finocchiaro, Luigi Lambertini, Camillo Langone, Angelo Lippo, Pietro Marino, Maria Marcone, Filiberto Menna, Elio Mercuri, Dario Micacchi, Duilio Morosini, Giancarlo Panini, Enzo Panareo, Michele Prisco, Giovanni Ronco, Antonio Rossano, Paolo Ricci, Franco Silvestri, Pasquale Sorrenti, Franco Sossi, Gino Spinelli de' Santelena, Marcello Venturoli e Luciana Zingarelli.
Un contributo fondamentale per la conoscenza dell'artista e dell'uomo e' comunque la monografia d'arte di Domenico di Palo, "IVO SCARINGI", pubblicata nel 1999 con l'editore Mario Adda di Bari.